La decisione di sospendere il presidio e lo sciopero da parte dei lavoratori della Azienda Faber è stata una decisione difficile combattuta, ma saggia.
Una decisione che non è una sconfitta ma un riaprire un ragionamento con la multinazionale Franke sul’obbiettivo del mantenimento dell’impianto produttivo di Fossato di Vico, con forme e modalità diverse.
Dobbiamo essere grati sia come CGIL,come movimento sindacale unitario di CGIL CISL UIL, ma soprattutto come società civile della passione, dell’impegno e del sacrificio che i lavoratori e le lavoratrici della Faber hanno profuso in questi 20 giorni di presidio.
Non solo come testimonianza e contrasto di una scelta che ancora appare senza senso dal punto di vista economico industriale, ma anche come segnale importante di reazione ad un processo di spolpamento che il nostro paese sta subendo da parte delle multinazionali.
Infatti un impianto produttivo moderno, con processi tecnologici rinnovati, con dei risultati dal punto di vista qualitativo e di produttività al di sopra della media del gruppo che per decisioni che non sono del tutto chiare viene chiuso rappresenta un affronto a chi ogni giorno ci parla di art. 18, di produttività, di qualità.
Forse certi soloni che ogni giorno dispensano ricette dovrebbero conoscere meglio la società italiana e le persone che ogni giorno con il loro sudore e la loro intelligenza operano nei posti di lavoro.
L’afflusso continuo ed incessante di persone di cittadini di altri lavoratori, delle istituzioni locali, di uomini di fede è stato la rappresentazione più evidente non solo del legame della azienda con il territorio, ma della solidarietà verso gli uomini e le donne della Faber che venivano privati del loro futuro da una scelta compiuta nei salotti buoni della multinazionale.
Non venivano lì per stringere le mani, come qualcuno ha detto in maniera ironica, ma per sostenere per aiutare una battaglia che era per il futuro della Faber, ma per tutto il territorio.
L’impianto della Faber era del territorio la FRANKE lo ha comprato.
Oggi lo vorrebbe chiudere.
Opportunamente FIM FIOM e UILM in maniera unitaria, anche in virtù di una storia sindacale all’interno della Faber positiva e molto partecipata, hanno tenuto una posizione chiara ed un rapporto con i lavoratori costante, ed assunto una posizione non rinunciataria con il consenso non solo dei dipendenti Faber, ma dell’intera comunità.
Da parte nostra come CGIL, ma come movimento sindacale non possiamo lasciare cadere nel vuoto lo spirito unitario e positivo del presidio.
Ci prendiamo l’impegno di non lasciare soli, cosi come stiamo facendo in tutte le vertenze, i lavoratori della Faber, ma soprattutto rilanciando con forza una Azione con le istituzioni locali del territorio che sono state vicine, nei confronti della Regione dell’Umbria, del Governo nazionale, che non può assistere in maniera neutra all’impoverimento produttivo e lavorativo di pezzi importanti del territorio italiano,ma anche nei confronti delle Associazioni delle imprese che è bene che agiscano insieme, ma auspichiamo non per fare lobbing, o per accedere alle risorse, ma auspichiamo per avanzare, così che sino ad oggi non c’è stata, anche nuovi progetti imprenditoriali.
E’ sul lavoro e lo sviluppo che si misurano le classi dirigenti di oggi.
Gubbio 02 febbraio 2012
Alessandro Piergentili
CGIL Alta Umbria
Realizzazione Portali e Siti Web - Mind Solution s.r.l.