Quei 10 giorni sotto la neve/ Il Nocerino se l'è vista brutta

Più di una settimana di gravi disagi: il Comune ha chiesto al Prefetto di Perugia il riconoscimento dello stato di emergenza

Strade bloccate, banchi di neve alti anche 3 o 4 metri a causa del vento e scuole chiuse dal primo febbraio. A Nocera Umbra l'emergenza neve si è fatta sentire. Tanto che il Comune ha chiesto al Prefetto di Perugia il riconoscimento dello stato di emergenza. Se i primi giorni di neve, per altro già preannunciati, sono stati affrontati con una certa disinvoltura, dopo una settimana di nevicate ininterrotte la situazione è andata aggravandosi. Questo lo scenario della prima metà del mese di febbraio. Non sono state solo le incessanti nevicate, ma soprattutto il forte vento a causare i disagi maggiori. Le raffiche, infatti, hanno smosso la neve accumulandola sulla carreggiata delle strade. In località  Fonte del Coppo,la strada, che si avvalla all'interno di due ripe, è stata completamente riempita dalla neve, tanto da non vedersi proprio più. Il tratto di  Flaminia vecchia che va da Nocera a Colle, comprendente quello di Fonte del Coppo, così come numerose abitazioni, attività economiche e aziende, è stato chiuso al transito per diversi giorni. A subire le difficoltà maggiori sono state proprio le frazioni della parte del territorio nocerino che guarda verso Gualdo Tadino. A  Pascigliano, Isola, Molina, Ponte Parrano, Costa, Poggio Parrano e Salmata,  così come anche nella frazione di  Schiagni, è servito un intervento costante per rimuovere dalle strade i cumuli di neve formati dal vento. Qualche problema anche a Serre di Mosciano, dove un'impalcatura all'interno del paese non ha consentito il passaggio dei mezzi spazzaneve. Difficoltà anche nella fascia più alta del territorio o a ridosso del  monte Pennino, dove la neve è stata più abbondante e ha superato il mezzo metro, con accumuli anche di un paio di metri e oltre. Sulla strada di  Bagnara si sono formate alte "riferine" (accumuli di neve dovuti al vento) che hanno reso difficoltoso il passaggio delle automobili e alcuni camion sono rimasti bloccati nella zona Acquacci, sempre in direzione Bagnara. Fortunatamente, non si sono registrati casi di abitazioni rimaste isolate e, in molte zone, gli abitanti si erano già preparati all'arrivo delle nevicate con scorte di generi alimentari. Il disagio maggiore, invece, è stata la carenza di acqua corrente per oltre dieci giorni nella zona di Campodarco. "Sono state centinaia le richieste di intervento da parte della popolazione - spiega il sindaco Giovanni Bontempi - sia per il ripristino della viabilità, sia per le emergenze sanitarie. In molti punti, la neve, per effetto del forte vento, ha oltrepassato il metro di altezza, chiudendo letteralmente le strade di accesso in diverse frazioni. L’amministrazione comunale ha attivato il presidio territoriale per l'emergenza - sottolinea Bontempi per spiegare come è stata fronteggiata la situazione - coordinato dal responsabile del servizio Giampaolo Fischi e, per le squadre esterne, da Gianluca Fratini, i quali hanno coordinato tutti i dipendenti comunali e cinque ditte private. Il Comune, inoltre, ha aperto una pagina  Facebook  per ampliare l'informazione, nella quale si sono registrati moltissimi cittadini". Per far fronte all'emergenza, si sono messi a disposizione la Croce rossa e il Cvs e il 118 si è attrezzato con mezzi adeguati per rispondere alle richieste di soccorso segnalate. "È doveroso - sottolinea Bontempi - ringraziare davvero tutti: carabinieri, Corpo forestale, vigili del fuoco, vigili Urbani, 118, Croce rossa, Cvs e i dipendenti comunali che hanno lavorato instancabilmente per superamento dell'emergenza". Oggi, buona parte del territorio resta ancora imbiancata di una neve gelata e tenace, a volte raccolta in alti mucchi sporchi, che però non crea più disagio alla viabilità. 

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